Il Giocatore

dal romanzo di F. Dostoevskij

Traduzione e adattamento: Gabriella Praticò
Regia: Gigi Palla
Aiuto regia: Anna Delfini
Con (in o. a.) Gigi PallaGabriella Praticò
La voce del croupier è di Sergio Mancinelli
Costumi: Davide Zanotti
Scene: Lina Zirpoli e Giovanni Valgimigli
Musiche: Alessandro Cercato
Luci: Marco Laudando

Il giocatore è un testo esemplare per indagare il potere seduttivo del gioco: la penna di Dostoevskij, scava nell’animo del protagonista, Alekseij, per portare in superficie quasi l’inconsapevolezza dell’essere, sprofondato in un baratro da cui gli sarà impossibile uscire. In Alekseij il piacere del gioco sostituirà tutti gli altri piaceri, dominerà i suoi pensieri, e lo renderà estraneo a qualsiasi altra realtà che non sia quella del tavolo verde: al gioco sacrifica l’amore, gli affetti, la sua stessa dignità. L’aspetto interessante che in Dostoevskij, incallito giocatore anche lui, manca qualsiasi riprovazione morale: il protagonista sembra quasi autoassolversi nella sua parabola autodistruttiva, anzi sembra vivere come inconsapevole questa dimensione di dipendente dal gioco.

Teatro Le MaschereTeatro

Sono i bambini e i ragazzi il nostro pubblico, ma anche le loro famiglie e gli insegnanti, da cercare, accogliere, accompagnare alla scoperta del teatro e dei suoi protagonisti. Un percorso che non si esaurisce nella visione di uno spettacolo, ma che costituisce un’esperienza complessa e articolata da esplorare e valorizzare nei suoi molteplici aspetti, con la convinzione che il teatro sia strumento concreto di educazione.

Educazione del “sentire”

Il bambino, immedesimandosi nei personaggi, vive contemporaneamente le emozioni, le paure, le gioie dell’interprete/attore operando su di sé una vera e propria “esperienza del sentimento”.

Educazione al “linguaggio”

E’ molto importante abituare i bambini, fin da piccoli, ai linguaggi complessi del teatro, sviluppando armoniosamente le sensibilità comunicative per descrivere situazioni, sentimenti, eventi; al contrario delle rigide modalità collegate all’esperienza televisiva, solitaria, limitata e ripetitiva.

Educazione del “gusto”

In uno spettacolo entrano in gioco luci, colori, materiali, effetti sia visivi che sonori. È di fondamentale importanza, per esempio, la scelta di un colore per evidenziare e far subito cogliere al bambino le qualità animiche di un personaggio; come l’uso di un effetto luminoso per sottolineare l’atmosfera di un’azione e la capacità della musica di enfatizzare o sottolineare uno stato d’animo.

Educazione “sociale”

Il bambino assume un contegno diverso per le diverse situazioni d’apprendimento, non può essere tutto uguale (scuole, teatro, museo ecc.). A teatro non si può parlare, mangiare o giocare come a casa davanti alla televisione o a scuola durante la ricreazione.
Pensiamo ai ragazzi dunque non come dei consumatori passivi, ma come “persone” che si affidano agli adulti per dialogare, crescere, orientarsi, migliorare e alle volte anche … guarire.

Tante le nostre proposte, spettacoli, laboratori e uno sportello di consulenza didattica che, attraverso la preparazione di materiali da usare in classe prima e dopo la visione, vuole creare uno spazio d’incontro tra teatro e scuola, perché l’esperienza teatrale possa essere realmente partecipata e consapevole.

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Sab 07 Mag 2022
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